La mia credenza

Nella mia credenza un tempo c’erano zucchine anche d’inverno, perché la filiera corta non sapevo neanche cosa fosse. Pane in cassetta, perché non avevo il tempo di comprare pane fresco tutti i giorni. Spinaci surgelati: molto più veloce lanciarne un paio di cubetti in padella che perdere mezza giornata a pulirli. Tanti biscotti, perché l’olio di palma non lo conoscevo nemmeno. Amavo mangiare, ma non ero troppo attenta alla qualità di quello che compravo. Oggi ci sono almeno 7 diversi tipi di farina, perché il pane me lo faccio da sola. Verdure di stagione che compro al mercato degli agricoltori. Di biscotti ne mangio pochi, e solo bio, e non posso più fare a meno del gusto tenero degli spinaci freschi. Una rivoluzione? No, sono solo cambiate le mie priorità, e la mia lista della spesa ha fatto altrettanto.

Perché questo cambio di rotta? Di certo lavorare come giornalista per un sito di sana alimentazione è servito a farmi diventare una consumatrice più consapevole. Se oggi sto lontana da certi cibi, mi lancio in avventure culinarie che prima non osavo neanche immaginare (i biscotti!) e faccio la spesa in modo intelligente (genuino, di stagione e senza sprechi) è perché, a forza di scrivere e documentarmi, qualcosa nella mia testa ha fatto “clic”. Molto di più hanno fatto gli amici: chi mi ha accompagnata il giorno in cui per la prima volta ho messo piede in un farmer’s market, guidandomi come un cicerone tra il banco delle verdure e quello dei formaggi, non poteva saperlo, ma stava facendo qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la mia vita, il mio modo di fare la spesa, la gioia che provo quando cucino, il piacere stesso che ricavo dal cibo. Che oggi apprezzo solo se è genuino.

Naturalmente questa metamorfosi si è abbattuta come uno tsunami sulla mia lista della spesa: alcuni cibi che prima mangiavo senza criterio sono scomparsi, o quasi (ho imparato, per esempio, a “rinunciare” allo zucchero… e chi mi conosce bene sa quanti cucchiaini ne mettevo nel caffellatte fino a qualche mese fa), altri hanno cominciato ad affacciarsi, prima timidamente, poi in tutte le loro varianti (“farina di farro”, “farina di mais”, “farina integrale”, “farina di grano saraceno”, “farina per polenta taragna”, che solo trovarla è stata un’impresa!), persino gli utensili da cucina che ogni tanto fanno capolino (l’ultimo acquisto, le teglie per fare la pizza in casa) raccontano di una persona che prima mangiava e comprava solo con la pancia, mentre ora, in cucina e nel carrello, ci mette anche la testa. Questa sono io, e questa è la mia lista della spesa.

mia_lista_della_spesa

Se vuoi parlare con me, scrivimi a: nellecredenzedeglialtri@gmail.com

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