Caro, mi compri il gomasio?

Da quando lavoro per una rivista di sana alimentazione, i miei genitori, che orgogliosamente non se ne perdono un numero, hanno iniziato a fare più attenzione a quello che portano in tavola. Questo ha prodotto una singolare conseguenza: loro, over 70 abituati a mangiare cavolfiore tutto l’anno e tendenzialmente poco avvezzi a sperimentare in cucina, hanno cominciato a sviluppare una certa curiosità per i cibi di cui leggono sul giornale e ad aver voglia di provarli. Un giorno, mamma ha chiesto a babbo di comprarle il gomasio.

Riassumo brevemente come funziona la spesa a casa dei miei (maggiori dettagli li trovate in questo post): al supermercato ci va babbo, perché mamma si muove con difficoltà e non esce spesso di casa, ma è lei che tiene il conto di quel che serve e compila una pre-lista, che poi mio padre trascrive su un foglietto di carta – la lista definitiva da portare con sé -.

E’ così da anni, quindi per lui fare la spesa è ormai un rito automatico: al supermercato si muove disinvolto tra scaffali che conosce a memoria e pesca a occhi chiusi ora la passata di pomodoro, ora il riso, ora la pizza surgelata, ora i carciofini sott’olio. Finché, un giorno, è arrivata la richiesta che ha fatto saltare tutti gli schemi: caro, mi compri il gomasio?

Solo scriverlo sulla lista sarà stata un’impresa, per lui che padroneggia molto di più il cacciavite della penna. Penso fosse la prima volta che sentiva nominare questo mix di sale integrale e semi di sesamo: di semi, al massimo, quando ero piccola si mangiavano quelli di girasole, spizzicati direttamente dai fiori rubati di nascosto in qualche campo. O quelli di zucca essiccati, che compravamo ai banchi del Luna Park insieme a lupini, brigidini e croccante alle mandorle.

Ma nella vita non si finisce mai di imparare, né di assaggiare, così, lui che la prima volta che ha mangiato una zuppa di farro a un matrimonio l’ha guardata con sospetto chiedendosi perché mai gli sposi avessero deciso di servire un piatto così scialbo, lui che quella volta che mio fratello ha portato a casa il sushi da provare non ci si è neanche avvicinato, lui che prepara da Dio un piatto povero come i “rapini” con le patate e il pane raffermo e non sa nulla di cucina gourmet e cibi trendy, ecco, lui, per quiete familiare, si sarà detto: “E vabbè, non so bene cosa ci faremo ma prendiamolo questo gomasio!”

Al supermercato sarà stato almeno 10 minuti a spulciare etichette e frugare tra pepe bianco, sale rosa dell’Himalaya e diavolerie varie come curcuma e cumino (lui che se ha il peperoncino e gli “odori” del suo orto non gli serve altro).

Purtroppo la caccia al tesoro non ha avuto successo. “Non ce l’avevano”, ha detto sconsolato a mamma tornando a casa. Così gliel’ho comprato io: non sia mai che rinuncino ad allargare i loro orizzonti culinari per colpa di un supermercato che ha finito le scorte. La prova di assaggio è andata bene: mi hanno detto che è buonissimo. Forse perché li ha conquistati davvero. Più probabilmente perché, se l’ho scritto sulla mia rivista, dev’essere buono per forza.

Di sicuro ci hanno preso gusto perché ieri sera, al telefono, ispirata dal nuovo numero del giornale, mamma mi ha detto che, quasi quasi, proverebbe il curry… Le ho spiegato che, ehm, mamma, guarda che il curry ha un sapore molto particolare, non è una spezia che piace a tutti, ma non si è scoraggiata.

Babbo, preparati: prevedo nuove, mirabolanti avventure tra gli scaffali della Coop 🙂

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: