5 ricette tra le righe di una lista della spesa

Ogni volta che trovo una lista della spesa per terra mi diverto a cercare di indovinare cosa volesse cucinare il suo sconosciuto autore.
E’ così fin dalla prima lista che ho trovato 4 anni fa sul lungolago di Mantova. L’ho raccolta, ho letto “speck” e subito ho pensato a uova, patate e speck, il piatto che ogni estate, in montagna, divoro insieme al cestino del pane dopo una mattinata di trekking.
Per questo ho deciso di fare un gioco: scegliere 5 liste della spesa della mia collezione, quelle più appetitose, con gli ingredienti più ricorrenti o più inconsueti, e abbinarci una ricetta.
Alcune liste non sono neanche entrate in lizza: con bastoncini, alette di pollo e cordon bleau c’è poco da cucinare.
Ma ce ne sono altre che hanno evocato sapori, esperimenti culinari più o meno riusciti, tavole condivise con amici che nel frattempo ho perso di vista, viaggi che mi sono rimasti nel cuore, oltre che per le città che ho visitato, anche per i piatti che ho assaggiato.
Non so se l’ignoto autore della lista della spesa con lo speck abbia davvero preparato, o addirittura mai provato, il piatto del montanaro, ma io, leggendola, ho sentito profumo di polenta, strudel con salsa di vaniglia e succo di mele.
Ecco le 5 liste che più hanno solleticato il mio palato e le ricette che ci ho letto tra le righe.

Gateau vegetariano di patate, cavolo nero e pecorino

Lista della spesa con le patate
L’ingrediente: patate

Non che personalmente sentissi il bisogno di questa variante: trovo buonissimo il gateau di patate classico con il prosciutto. Poi il mio compagno, che fino a qualche mese fa impazziva per il Cacciatorino e gli spaghetti con le vongole, è diventato vegetariano e per me si è aperta la strada della sperimentazione in cucina: ho cominciato a cimentarmi in ricette mai provate prima (le polpette di tofu, gli hamburger di lenticchie, la finta frittata di farina di ceci) e ho giocato a trasformare in vegetariani piatti che per natura non lo sono.
Una sera ho improvvisato un gateau di patate con cavolo nero e pecorino fresco e il risultato è stato al di sopra di ogni aspettativa, tanto che questo piatto è diventato ormai un appuntamento settimanale per noi… così buono che lo cucinerei per una cena con amici carnofili senza paura di ritrovarmi senza amici.

Se volete farlo anche voi: la ricetta è quella di Giallo Zafferano, basta sostituire il prosciutto con il cavolo nero e la scamorza e la provola con del pecorino fresco.

Polenta con taleggio e radicchio

Lista della spesa con farina gialla

L’ingrediente: farina gialla

Da appassionata di sentieri e piatti di montagna, la polenta fa spesso capolino sulla mia tavola. Confesso, non senza una punta di vergogna, che fino a qualche mese fa preparavo quella istantanea perché non mi entusiasmava l’idea di mescolare farina di mais per 40 minuti di fila slogandomi il polso a forza di mestolate sciogli-grumi. Un giorno mi sono decisa a provare: ho comprato la farina di mais macinata a pietra al mercato di Campagna Amica e mi sono lanciata nell’impresa. Che, in effetti, è stata piuttosto titanica: dopo tre quarti d’ora grondavo sudore, avevo il braccio pesante come un macigno e sulla mano una verruca da mestolo, ma il risultato è stato all’altezza di tanto patire. Ho condito la polenta con del radicchio saltato in padella e abbondante taleggio – la morte sua – e l’ho passata in forno per 15 minuti: più o meno quanto ci abbiamo messo a svuotare la teglia.

Se volete farla anche voi: lavate e tagliate a listarelle un cespo di radicchio rosso, lungo o tondo, quel che preferite. Affettate un porro, fatelo imbiondire in padella con un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, aggiungete il radicchio e lasciatelo cuocere senza coperchio per una decina di minuti, finché non appassisce. Imburrate una teglia e tagliate a pezzetti il taleggio. Armatevi di pazienza e iniziate a preparare la polenta: mettete 2 litri d’acqua in una pentola dai bordi alti, quando sta per bollire aggiungete il sale e versate a poco a poco 500 gr di farina di mais, mescolando continuamente per evitare che si formino grumi. Fate cuocere a fuoco basso per almeno 40 minuti, sempre mescolando. Nel frattempo, senza mai perdere di vista la polenta (basta un attimo perché si attacchi alla pentola), accendete il forno a 200°. Quando la polenta è pronta, versatene uno strato abbondante nella teglia, ricopritelo con il radicchio e una parte di taleggio, fate un secondo strato con la polenta rimasta e completate con il taleggio e qualche fiocchetto di burro. Cuocete in forno per una ventina di minuti: quando il profumo di taleggio inizia a inondare tutta la casa, sfornate, lasciate raffreddare per 10 minuti e dategli dentro!

Seppie alla veneziana

Lista della spesa con le seppie

L’ingrediente: seppie

Questa ricetta l’ho trovata cercando on line perché non avevo idea di come cucinare le seppie, comprate in preda a un attacco di golosità ma mai preparate in vita mia. Il blog da cui l’ho presa in prestito, “Mezzogiorno di cuoco”, mi ha fatto venire l’acquolina in bocca fin dalle prime righe, soprattutto per la “mitica scarpetta” che descrive come un rito imprescindibile per gustare al meglio questo piatto (“Non ci possono essere seppie in umido senza scarpetta!”).
Questa donna, chiunque sia, sa come si mangia”, ho pensato, e mi sono fidata. Dopo aver versato fiumi di lacrime per affettare 4 cipolle e fatto cuocere il tutto per oltre un’ora (“care colleghe food blogger, le seppie non amano le mezze misure… vanno cotte poco oppure vanno dimenticate sul fuoco!”), la fiducia si è rivelata ben riposta: le seppie erano tenerissime e il sughetto, denso e gustoso, è stato sterminato con abbondante pane a forza di “belle e saporite pucciatine”, in barba al galateo e all’alito di cipolla del mattino dopo.

Se volete farle anche voi: ecco il link alla ricetta delle seppie alla veneziana del blog “Mezzogiorno di cuoco”

Coniglio alla ligure

Lista della spesa con le olive taggiasche

L’ingrediente: olive taggiasche

Questa ricetta ha il sapore di una fugace vacanza in Liguria. E’ una specialità tipica che ho assaggiato e apprezzato qualche anno fa in un ristorante di Dolceacqua e che al rientro ho provato a rifare a casa mia: ho sempre amato i cibi dal gusto amarognolo – melanzane in testa – e le olive taggiasche sono state una piacevole scoperta. Dopo la focaccia col pesto, il piatto più buono della cucina ligure, almeno per me.

Se volete farlo anche voi: questa è la mia ricetta. Mi scuso per le macchie d’unto: la cuoca è brava ma un po’ pasticciona.

Ricetta del coniglio alla ligure

Arista al latte

Lista della spesa con l'arista

L’ingrediente: un pezzo magro di arista

Non sono mai stata un mago a cucinare la carne: non so distinguere né tanto meno scegliere i diversi tagli e una volta, alla Coop, per comprare il filetto ho dovuto chiedere l’aiuto da casa. Non aggiungo altro.
Ho deciso di mettermi alla prova con l’arista per avere un’alternativa da portare in tavola alle cene con gli amici, ma già mi figuravo il pezzo d’arista rinsecchito che gli avrei servito e gli imbarazzati “Ma è buoniiii-ssimo!” con cui avrebbero cercato di dissimulare il disgusto.
Allora, come fanno tutte le figlie, anche quelle che vivono fuori casa da più di vent’anni, ho alzato il telefono e ho chiamato la mamma per farmi spiegare – le foodblogger direbbero “step by step” – come si cucina l’arista al latte.
Lei è stata bravissima a guidarmi e, soprattutto, a non lesinare dettagli tutt’altro che scontati, almeno per me (tipo: quando coprire, quando scoprire, in quale punto cruciale della cottura aggiungere il vino): grazie alle sue dritte l’esperimento è riuscito e io, fiera del mio nuovo talento, l’ho replicato più volte. Quando, tempo dopo, sono tornata a casa dei miei per il weekend, sulla scrivania ho trovato questa: la ricetta dell’arista al latte che mamma aveva trascritto in bella grafia per me da non so quale libro o rivista di cucina.

Ricetta dell'arista al latte
Condivido la ricetta per dare speranza a tutte le negate con la carne come me: non vi scoraggiate, niente è impossibile, neanche cucinare un’arista che non ti rompa i denti. Basta avere una mamma che ti spiega come farlo.

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3 thoughts on “5 ricette tra le righe di una lista della spesa

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  1. Dopo aver letto il tuo post è capitato anche a me di trovare nei carrelli dei supermercati delle liste della spesa, devo dire che è veramente divertente immaginare a quale ricetta potessero portare e a quale persona…….grazie per il tuo post 🙂

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    1. Grazie Clibi! 🙂
      Mi fa piacere sapere di non essere l’unica a curiosare nei carrelli altrui a caccia di liste della spesa e a fantasticare su piatti e ricette a partire da un ingrediente!
      Se ti capita di trovare qualche lista interessante o simpatica inviamela: la aggiungo alla mia collezione!
      Anzi, ti chiedo di più: accanto alle liste della spesa di ignari sconosciuti ritrovate nei luoghi più improbabili, sul mio blog ospito anche liste di amici e conoscenti che mi hanno lasciata sbirciare virtualmente nella loro credenza e mi hanno raccontato la loro spesa… ti andrebbe di essere la prossima? Sarei davvero curiosa di vedere la tua lista “senza…”!
      Grazie!

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